Mostra a Punta Ala – Galleria Orler

Fausto Trevisan  in mostra fino al 15 settembre, presso la Galleria Orler, nel Centro Commerciale Il Gualdo, a Punta Ala, Grosseto.

Roberta Filippi, scrive:

Ricerca e sperimentazione guidano l’artista nella realizzazione di opere concettuali nelle quali gestualità e razionalità si fondono a stimolare l’emotività di chi osserva. Giocando con parole e segni, intervenendo sulla materia anche con un attento abbinamento cromatico, Fausto Trevisan lascia tracce sulla tela che raccontano la propria storia artistica, originale indubbiamente, enigmatica ed istintiva, sempre sorretta da una casualità controllata.

Il lavoro di Fausto Trevisan segue due filoni, distinti sicuramente, ma che in realtà risultano concettualmente l’uno la continuazione dell’altro, un’evoluzione del pensiero artistico che va sempre più verso il concreto intervento dell’artista sulla materia e sull’immagine.

Nella serie degli “Aggettivi paradossali” l’artista parte da una parola che per significato, o paradossalmente per il suo contrario, abbina ad un determinato materiale e colore. L’immagine che ne scaturisce, una pitto-scultura, è in grado di provocare un forte impatto visivo rafforzando, a livello interpretativo, il significato della parola stessa reinterpretata artisticamente.

L’intervento diretto dell’artista è ancora più evidente ne “I segni del tempo“, una serie di screpolature casuali nel disegno ma ragionate e controllate dall’impatto fisico sulla tela la cui espressività si svela con l’aggiunta di pigmenti scuri che vanno ad evidenziare le linee delle crepe che risaltano dal fondo chiaro.

La mostra a Punta Ala presenta i due diversi cicli artistici di Fausto Trevisan, esaltando l’innovazione e l’originalità tecnica di tale artista che ha fatto della sperimentazione estrema il suo punto di forza.
Il significato di una parola, il concetto che essa esprime, la sensazione che comunica fino a reinterpretarla arrivando a dimostrare il contrario del suo stesso significato. Scagliarsi sulla tela, lasciarvi la propria traccia, riuscire a metterne in evidenza il fascino del disegno, la sua casualità controllata dalla razionale volontà dell’artista.
La ricerca e la sperimentazione non può fermarsi – dice Fausto Trevisan – ogni artista deve poter lasciare la propria traccia. Io non mi fermerò mai, ho sempre nuove idee, originali, da sviluppare.

ESSENZA SENZA ASSENZE

Genere: scultura – installazione, peso 15 kg

Misure cm 40x40x46 – per la foto poggiata su di un piedistallo  alto 80 cm

Materiale: macchina da scrivere, leggio, stoffa e carta

Genesi di un’opera d’arte: osservando l’oggetto trovo i cinque tasti che son rimasti funzionanti – NESZA – con cui riesco a comporre la parola ESSENZA e il suo anagramma ASSENZE.

Da questo principio genero il titolo “ESSENZA SENZA ASSENZE”.

Per ottenere un’opera dal senso compiuto sono stati necessari molti tentativi, come testimonia il papiro battuto a macchina. Frustrazioni, inesattezze, vuoti mentali, insensatezze (bagaglio delle proprie esperienze)  riempiono la carta.

A un certo punto “la scintilla”, ciò per cui l’artista vive!

Essenziale, sostenuta da elementi che rimandano alla sacralità del momento, alla concretizzazione di un’idea, di un miracolo!

essenza senza assenze part.


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